Cos’è il Genio? È fantasia, intuizione, colpo d’occhio e velocità d’esecuzione”.

Questo diceva Rambaldo Melandri, alias Gastone Moschin, nel film “Amici miei” di Mario Monicelli.

Quando Guido Barilla esternò le sue arcinote considerazioni sulla famiglia nella comunicazione della sua azienda, Pasta Garofalo uscì qualche giorno dopo con una pagina che definirei, per le considerazioni del Melandri, semplicemente geniale:

Ora se di fronte alla necessità di un’azienda di voler comunicare la loro presa di posizione sul tema, mi venisse richiesto espressamente di fare qualcosa di simile, per etica professionale o rispetto della creatività elaborata da altre agenzie o voglia di fare una proposta innovativa, chiamatela come volete, proporrei al cliente di seguire un’altra strada.
E invece le “scimmiottature” della comunicazione di pasta Garofalo col tempo sono diventate innumerevoli.

Ne ho raccolta qualcuna sul web, anche se sono sicuro di non averle trovate tutte.

La prima, siccome sulla pasta si era espresso subito Garofalo, illustra come Misura occupa il settore “biscotti”:

Ovviamente le altre marche di pasta non potevano stare a guardare, così troviamo altre comunicazioni, alcune proposte direttamente dall’azienda o altre aiutate da “interventi creativi” sui social:

Adesso “pasta”, penserete voi? Invece no, c’è molto altro.

Per un buon piatto di pasta, per esempio, serve sicuramente un buon olio, ed ecco che Bertolli ne approfitta per rilanciare su Facebook, insieme a questa immagine, anche una pubblicità gay-friendly del 2009

E dove si possono comprare tutte queste marche? Alla Coop ad esempio, così in occasione del “Family Day” appare questa comunicazione:

Però la famiglia non ha bisogno solo di alimentari, quindi anche Ikea, che in passato aveva mostrato alcune campagne coraggiose sul tema, in occasione del “Family Day” non riesce a resistere alla tentazione di seguire la scia:

Forse potevano scegliere un head-line migliore perché così, a me, viene subito da pensare che, una volta formata la famiglia, a subissarli di istruzioni ci penseranno loro.

E poiché la famiglia spesso necessita di un’assicurazione, ERGO Italia si spinge ancora un po’ più avanti inserendo un piccolo spazzolino per toccare anche il delicato tema delle adozioni alle coppie omosessuali.

Ma se si parla di matrimoni nelle coppie gay, come poteva mancare chi si occupa proprio del settore specifico?

E siccome questo è un discorso che riguarda la sfera “intima” di ognuno di noi, ovviamente anche questo comparto doveva essere rappresentato, e ci pensa Yamamay:

Durante la mia ricerca, il colmo però l’ho toccato (o meglio -a dire la verità- ho toccato qualcos’altro) quando mi sono trovato di fronte a questa ennesima declinazione:

“‘A livella” riproposta in termini di solidarietà alle coppie omosessuali ha veramente superato qualsiasi immaginazione.

Ma soprattutto, se guardate gli esempi riportati, direi che, prima di pensare alla nera signora dotata di falce, è proprio questo tema che ha reso effettivamente “tutti uguali”.

Possibile che non si riesca ad affrontare il discorso uscendo da uno schema -sottolineo ancora- geniale per il primo che l’ha proposto, ma quasi fastidioso nelle continue declinazioni?

Certo usare una simbologia aiuta ad evitare immagini che potrebbero sembrare “troppo forti”, ma personalmente preferisco un messaggio come questo di Granoro ai tanti visti sopra, perché riesce a coniugare una presa di posizione importante evidenziando pure il plus del prodotto.

O questa molto più “delicata”

Oppure, parlando sempre di Ikea, non sarebbe stato più carino riproporre questo messaggio lanciato qualche tempo fa dalla stessa catena?

Guardando poi la selezione delle immagini che avevo trovato, mi ha anche incuriosito il fatto che, per parlare di coppie omosessuali, fosse più immediato pensare di rappresentare due uomini rispetto al mostrare due donne.

Solo in qualche raro esempio ho trovato qualche immagine che cercava di declinare il messaggio mostrando entrambe le coppie.

problema diventa più impattante però, quando per provare a elaborare un messaggio “di rottura” si cerca di essere “troppo creativi” arrivando a mostrare immagini che considererei ”al limite”, per non dire eccessive:

Il rischio di “scivoloni” quando si cerca di entrare in temi delicati è molto alto, ne sa qualcosa Melegatti che ha pubblicato prima questo messaggio:

Per poi fare immediatamente marcia indietro… perdendo la rima e forse un po’ di credibilità.

A questo punto vi propongo l’ultima declinazione, un po’ forzata è vero, però qui non si parla di “Family Day”, ma esclusivamente dell’importanza della creatività.